Giorno 1
Dopo l’invito alla grigliata abbiamo deciso di passare una giornata all’insegna del cazzeggio sotto la quercia secolare(dove sto scrivendo ora).
dopo un pranzo con insalata gentilmente offerta dall’orto che ci sta ospitando. abbiamo passegiato per la vie del paese vecchio che è stato distrutto dal sisma del 2016, veramente impressionante! Le persone vivono ancora nelle case prefabbricate affianco alle loro vecchie, età media 80 anni. Ci hanno raccontato tutto il post terremoto e dell’abbandono da parte dello stato (le città hanno la precedenza) al momento stanno ancora aspettando degli aiuti per la ricostruzione, e anche chi ha la casa stabile non ci può accedere in quanto tutto il paese è zona rossa ed inaccessibile a distanza di 9 anni.

in serata siamo pronti per la braciolata!
Vincenzo, signore di 96 anni è seduto al tavolo con un grembiule affettando i fegatini e avvolgendoli nella retina con la cura e la meticolosità che solo un persona molto anziana può avere.

La cena è stata meravigliosa e l’ospitalità come poche. Qua il sito purtroppo poco aggiornato alla loro associazione.
Giorno 2
Sveglia molto presto e partenza celere, abbiamo da fare circa 70 km e 1000m di dislivello, ma soprattutto dobbiamo digerire la cena della sera prima. Dopo una breve discesa cominciamo a salire per stradine in mezzo al bosco(dove perdo per la seconda volta il mio specchietto) si fanno sempre più ripide fino ad arrivare ad una mulattiera mangianta dalla pioggia e con pendenze prossime al verticale. Portar su la bici carica è stata una gran faticaccia! arrivati a dei meravigliosi pascoli poi ci tocca cominciare a ravanare pure per scendere attraverso sentierino discretamente esposti. poi si procede lisci fino a l’Aquila

Giorno 3
Giornata passata a fare i turisti per l’Aquila, verso sera Ludo prende il bus per Roma e riparto in direzione Isernia. inizialmente attraverso vari paesini nella piana dell’Aquila poi all’altezze di Campana imbocco una sterrata che costeggiando il fiume Aterno mi porta attreversando boschi e campi sparsi fino a San Lorenzo.
Strada consigliatissima, in 10 km ho incontrato solo due cervi. Arrivato a San Lorenzo come prima cosa ho rischiato la “lapidazione”. Mi spiego meglio passato affianco al paese ho manifesti della festa del paese la sera stessa, allora entro in paese e non appena faccio la curva vengo bloccato da una ragazza che mi fa:”non passare che ti tirano i sassi” un attimo di confusione e poi scopro che una delle sfide storiche è colpire una bottiglia appesa ad una cordicella che attraversa la strada.

L’ospitalità è stata caldissima, durante la festa era possibile avere ad offerta libera panini con la porchetta fatta artigianalmente in un paese vicino e birra a volontà, ovviamente i miei piani di partire la mattina presto sono andati in fumo in quanto la serata è stata abbastanza lunga ed impegnativa

Ecco la foto di gruppo a fine serata, e ringrazio ancora san lorenzo per l’immensa ospitalità.
Giorno 4
Mattinata lenta, verso le 11 aiuto a sistemare la piazza dopo la festa, vengo ospitato a pranzo e passo il pomeriggio all’ombra di un noceto(si può dire?) l’unico intoppo è che a una certa cercando di recuperare la tenda volata via cado in cespuglio di cardi e passo una buona mezz’ora a togliere spine. E niente a breve ripartirò.
Ripartito, pedalata attraverso le gole di San Venanzio, pedalo guardandone le imponenti pareti e sognando improbabili linee di salita tra diedri spigoli e marcio, che comunque regna sovrano (insomma se no che calcare sarebbe?!) piccola parentesi: Ormai si è abbituati a ripetere vie già ripetute migliaia di volte, in cui ciò che poteva cadere è già caduto, avrei poroprio voglia di andare a raspare su per canaloni sassosi e massi pericolanti. Infine ho passato la notte sulla riva di un fiumiciattolo appena dopo Solmona.

Giorno 5
Sveglia all’alba, mi aspettano circa 70 km e 1500 m di dislivello, inizio un pò a chiedermi perchè mi son voluto portare cosi tanta roba. però in effetti una slack è fondamentale.
Infinita salita, fino alla bosco di sant’Antonio, una faggeta secolare bellissima ma nella parte più alta infestata da merenderos. cercate sull’internet delle foto, io non ne ho fatte.
Pausa pranzo in paesino li vicino dove faccio amicizia con una famiglia napoletana, sono li per seguire gli allenamenti del Napoli. Anche sto giro mi viene offerto il pranzo con una sostanziosa focaccia alla mortadella, Grazie!!
Riparto e dopo una altra pausa per il caldo arrivo al vallico dove vedo in lontananza il lago di San vincenzo dove incontrerò Leo e Giulia

Giorno 7
Giornata nel chill sulle rive del lago, siamo in uno degli angolini più appartati ma la polizia del pudore viene a scoprire le nostre nudità e ci intima di vestirci con la classica scusa :”ci sono dei bambini” mhaa sono dall’altra parte del lago ma vabbè, probabilmento sono dotati di binocolo. Incontriamo una altro gruppo di milanesi e finiamo a mangiarci una pizza e svuotare le scorte di peroni del baretto del paese.
giorno 8
Merda! non esiste, passo ad una nuova settimana.